mercoledì 23 marzo 2011

L'ombra del destino di Daniele Cambiaso ed Ettore Maggi

Daniele Cambiaso e Ettore Maggi sono due giovani ed emergenti scrittori di gialli, con alle spalle Ombre sul Rex (Frilli, 2008) il primo, Il gioco dell'inferno (Besa, 2009) il secondo, che hanno lavorato in coppia per creare un giallo atipico nel panorama unidirezionale del genere.

L'ombra del destino parte più di trent'anni fa, quando due studenti universitari finiscono indagati per il possesso di un pacco di volantini terroristici. I due, sebbene innocenti, vengono tratti in arresto e liberati solo con la promessa di arruolarsi l'uno nei carabinieri, l'altro nella polizia. E' il (lontano) inizio di una carriera che troverà il suo svolgimento in una doppia indagine, nel mezzo delle guerre nate attorno alla dissoluzione della Jugoslavia, nel 1995. Giulio e Stefano, l'uno all'insaputa dell'altro, vengono indirizzati su due piste che scorrono parallele, molto diversificate, che coinvolgono la mano d'opera tradizionale del giallo e del nero italiano: ricattatori, spacciatori di droga, ex terroristi di destra e di sinistra, mercenari, trafficanti e trasformisti politici in servizio attivo; alle spalle, come sempre, il mondo del grande capitale atlantico che ne tira i fili; ma quel che ne differenzia i caratteri dal melmoso e immobile stagno del genere, immobile oramai da anni, è il rimodellamento di questa manodopera, la metamorfosi in gente invisibile, imprendibile, che sfugge ad ogni classificazione e ogni tentativo di di inquadramento.

L'abilità dei due autori fa sì che i colpi di scena si susseguano, le narrazioni si sfiorino, la gente appaia e scompaia e che sempre di più - come ha individuato nell'introduzione Stefano Di Marino, uno dei maggiori protagonisti del giallo d'azione italiano (autore, va ricordato, al di fuori dello stagno di cui sopra e creatore di Chance Renard, uno dei più longevi eroi della narrativa) - si delineino due diverse forme, l'una spionistica e l'altra poliziesca, che inesorabilmente si stringono nell'esplosivo finale, dopo una battaglia fra le diverse forze in gioco che sembra uscita da una delle (vere) cronache delle guerre balcaniche.

Francesco Smeriglio